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30 marzo 2016

TERRORISMO, GUERRA, L'UMANITÀ NEL GLOBALE:

LA COMUNICAZIONE NEL TERRORISMO E LA GUERRA.


L’analisi della attuale evoluzione della comunicazione vede le organizzazioni dei media mondiali impegnati a rafforzare la cooperazione in un'epoca in cui i media tradizionali si trovano ad affrontare grandi sfide.
Il problema è quale sarà il  futuro delle notizie e delle organizzazioni che si occupano della informazione in un  momento in cui i media stanno subendo profondi cambiamenti e le richieste del pubblico sono sempre più evolute, diversificate e attente.  
I media tradizionali stanno affrontando sfide importanti e opportunità senza precedenti, ne è un esempio attuale la culminazione nella crisi contingente del terrorismo, nella sua motivazione e divulgazione al pubblico. Situazione  che nota la linea comunicativa democratica interrogarsi e provocare l’interrogazione da parte del pubblico sul motivo per il quale si dovrebbe difendere  il sistema di Potere in cui si vive e,  se si sia in grado di difenderlo anche sotto l’aspetto etico.  Mentre la comunicazione  conservatrice delle Democrazie illiberali  cerca di indicare il fatto scontato che si debba, a prescindere dallo stato  e correttezza dello stesso Potere dominante, aver fiducia cieca e assoluta.  

Trasversalmente la comunicazione nei mass media assume valenze indotte diverse, per quello che dovrebbero riguardare  i valori comuni condivisi e comuni di sintesi. anche nello stesso contesto coinvolto.
L’attuale situazione  conflittuale non si potrebbe definire  una vera e propria guerra, mancando l’ elemento della territorialità.  Viviamo in un conflitto tra parti motivate da valori a volte coincidenti,  condivisi e comuni a volte anche sotto l’aspetto dogmatico, etico e morale,  ma antagoniste sotto l’aspetto economico di potere.
Un conflitto in cui vengono esasperate alcune motivazioni marginali per poter nascondere quelle essenziali. Una tecnica consolidata di comunicazione che basa la sua struttura su esaltazioni religiose, quali possibili  soluzioni dell’inconscio collettivo del bisogno di risposte comuni nel limite della ragione umana. 
Questo risulta essere un tentativo di porre quale riferimento assoluto dei valori legati ad interessi economici di ecosistemi di parte, motivazioni di copertura da anteporre  ad altri valori  di parte al fine di far dimenticare  quei valori generali indipendenti e laici, costruiti dalla collettività razionale e che l’umanità intera ha generato nella sua evoluzione, come esempio ma, non unico riferimento comune” la Dichiarazione universale dei diritti umani”. Punto di riferimento che dovrebbe essere il vero polo di attenzione generale al fine di poter giungere ad un dialogo ed evitare soprusi sulle fasce fragili loro mal grado coinvolte.
Le  organizzazioni dei media, sentono i profondi cambiamenti nel loro ecosistema, il rapido sviluppo delle reti di informazione e tecnologia digitale stanno catalizzando una rivoluzione nella comunicazione di massa e hanno già portato a sfide senza precedenti per le organizzazioni di informazione tradizionali in tutto il mondo. 
Internet, portando queste  sfide ha aperto una nuova porta e i vantaggi degli organi di informazione professionali sono di primo piano e insostituibili ma, nel contempo interessando anche quelle impostazioni di divulgazione predisposte allo sviluppo esclusivo dell’ecosistema economicamente interessato, generando conflitto.
La situazione del mondo dei media sta diventando  grave, si tratta di un'opportunità molto significativa per ogni organizzazione nei mezzi per lo scambio di opinioni su questa situazione. 

L’attenzione per il futuro delle notizie è su come si possano affrontare le sfide del mercato economicamente compromesso e coinvolto nell'opportunismo della diffusione legata quasi esclusivamente a interessi pubblicitari.
Il modo di distribuzione delle notizie ed il pubblico è cambiato da tempo ma ancora non vi è stata una presa di conoscenza, questa evoluzione iniziata sin dalla consapevolezza  delle capacita distruttiva attuabile con l’uso delle armi nucleari, un  live motive che ci accompagna da quasi 70 anni ha modificato in  modo sostanziale il pensiero.
L'attualità si trova ad affrontare  valori comuni strutturalmente antagonisti,  in sintesi,  come tra bene e il male, relativo alle ubicazioni che individualmente inseriscono ogni individuo nel contesto sociale e,  che assumono coscienze diverse secondo l’allocazione  geopolitica, quale punto di riferimento.
Sfide nascoste, riscontrate in molti media nel loro discorso che diventa trasparente e innesta nella reazione, un conflitto nel quale la posizione per qualsiasi parte coinvolta, oltre alla certezza assoluta nei valori fatti propri, dovrà giustificare se offrirà la possibilità di una condivisione partecipativa indipendente. 
L’'obiettivo necessario da raggiungere è di consentire ai media leader a livello locale e mondiale di poter scambiare opinioni per il meglio sulle sfide causate dalla comparsa del cosiddetto "New Media" e di rafforzare la loro cooperazione win-win.
Attualmente vi  sono un sacco di piattaforme di comunicazione dei media, ma quasi tutte tendo alla esclusione alla emarginazione di altri media sottacendone l'interesse o diminuendone il potenziale.  La comunicazione subisce una posizione imposta burocraticamente che avviene sin alla comminazione di tasse, come per la Rai, norma che nulla a che fare con il Socialismo ma è imposta da un Governo che si auto-definisce Socialista, una situazione ormai generalizzata dove il contrasto tra cosa si dice e su cosa si fa è evidente ma occultato, quello che il sapere comune definisce “predicar bene ma razzolar male”, un fenomeno che genera confusione e sfiducia.
Un governo coerentemente Socialista dovrebbe, invece di imporre tasse, prevedere la responsabilità sociale da parte e sulle spalle delle organizzazioni dei media. Evolvendosi verso  un modo obiettivo ed equo, considerando che i  rapporti di comunicazione hanno un significato per il destino del mondo.
L’attuale situazione vede pertanto  la deficienza di un foro d'élite per la comunicazione e il coordinamento per i media globali, con  piattaforme che giochino  un ruolo sempre più importante sulla scena internazionale dei media, evitando esclusioni e sopraffazioni degli uni sugli altri, in attesa di trovare una via d'uscita da questa situazione difficile e promuovere la cooperazione pratica tra le organizzazioni dei media piccoli o grandi che siano,  con lo scopo di migliorare il benessere pubblico e all'altezza delle loro responsabilità sociale in settori quali la riduzione della povertà e diversificazione delle idee e delle opinioni, incoraggiare l'innovazione e lo sviluppo, così come la ricerca dell'eccellenza.
La priorità dovrebbe essere data alla innovativa segnalazione di notizie per fornire esempi preziosi e stimolare l'innovazione dei media, rafforzare gli scambi e promuovere la cooperazione, indirizzo per fare questo sempre più importante per le organizzazioni dei media sullo sfondo di multi-polarizzazione, la globalizzazione, la diversità culturale e l'età dell'informazione.
Migliorare ulteriormente la cooperazione innovativa nella digitalizzazione dei media tradizionali, una trasformazione già in atto per espandere la cooperazione e soprattutto inibire la burocrazia affinché questa non impedisca ad alcuni la partecipazione.  
Questo dovrebbe avvenire a livello globale ma anche in ogni contesto sociale al fine di ridistribuire la partecipazione individuale che ogni individuo evoluto vede sottratto al suo necessario contributo allo sviluppo sociale.

Se analizziamo la situazione in Italia, dobbiamo renderci conto che troviamo, oltre ad un muro burocratico quale impedimento alla partecipazione sociale di idee non gradite, in una situazione dopante mediatica ideologica, configurata sullo spaccio di verità capaci d’ingannare le menti credule, gestito da un sistema  incapace di attuare una politica di condivisione per un assoluta mancanza di valori propri condivisi e, cosciente e consapevole di un diffuso analfabetismo funzionale è ormai divenuta esclusivamente riferente per i valori dello Stato Vaticano, unica vera guida della comunicazione in Italia, legata divulgazione ad un assoluto buonismo fine a se stesso a conferma di questo basta un analisi tecnica e  la valorizzazione dei GRP a conferma di questa assoluta realtà.
L’imposizione attraverso anche  vincoli, come le tasse per la Rai e di leggi ambigue, come ne è esempio  quella che ha ultimamente destato la satira nel caso della notizia riguardante la multa di 2500 euro per chi insulta Renzi online, pubblicata da liberogiornale.com.,  falsa notizia di satira che indicava un fantasioso (ma non troppo) disegno di legge da un'idea del senatore “Trentalance del Partito Democratico”: «È una vergogna che su Internet gli utenti rivolgano offese  a Renzi...ecc>>. rispecchia la realtà del disegno legge sull'ingiuria, che era un reato previsto dal diritto penale italiano, disciplinato dall'art. 594 del codice penale italiano, norma ora abrogata dal d.lgs. 7/2016, emanato dal Governo Renzi,  che da penale è stata sostituita da una sanzione pecuniaria civile. Il che dovrebbe farci riflette, anche perché non se ne trova traccia in norme parallele scritte in altri evoluti paesi democratici moderni, poiché l'ingiuria oltre rappresentare una mancanza culturale di cui  in fine è ancora colpevole lo Stato è comprensibile come sfogo, valvola di sicurezza con l'ingiustizia diffusa, vera o presunta che sia. 
Una politica editoriale nazionale filo Statale generalizzata dalle sovvenzioni e dalle tasse  imposte,  ha la conseguenza dì impoverire culturalmente  tutta la società e,  risulta strategia per cercare di  essere unici interlocutori globale una esasperazione del potere di controllo sulle masse, ma questo tipo di organizzazione si è ridotta ormai a controllare le fasce più fidelizzate e ingenue, col il risultato di influenzare una analoga politica di comunicazione in altri media. Mentre il ruolo sociale di uno Stato dovrebbe essere quello di aiutare ogni singolo individuo che lo richiede alla partecipazione ed promuovere la cooperazione win-win.
Risulta chiaro che la partecipazione personale a guerre al terrorismo  stesso , è riconducibile nel bisogno di partecipare di contribuire nella personale apparente convinzione che ciò che si fa è nel giusto nel proprio contesto, questo modo aiuta a dare un senso nel passaggio della vita e poter lasciare un segno della propria esistenza, un messaggio che oggi vede esclusa la maggioranza degli individui dato che questa libertà gli è stata tolta e assegnata ad altri ritenuti più adatti i quali gestiscono la vita stessa in nome di una loro presunta superiorità.
Questo viene riferito alla umanità di appartenenza o, del singolo contesto famigliare, quale valore motivante il comportamento e l'adesione ad un progetto giusto o sbagliato che sia , ma individualmente condiviso quale tentativo di una ricerca della immortalità nel tempo esasperata anche nella ricchezza trasmissibile.
La trasmissione del nostro patrimonio genetico avviene non solo attraverso la procreazione ma anche nel lasciare un messaggio evolutivo attraverso la partecipazione sociale e di questo le religioni ne sono più che mai consapevoli sino all'estremo sacrificio dei propri figli dedicati al martirio nella esasperata lotta per indicarsi quale unica verità assoluta.
I sistemi che si autodefiniscono Democratici non sono riuscirti a raggiungere questo stato di coinvolgimento spirituale e l'unico segno che viene lasciato dal Potere Politico è trasmettere burocraticamente leggi e vicoli lenti nella necessaria evoluzione che è sempre più veloce e repentina e, la necessità di riforme di aggiornamento risultando più delle volte a favore di alcuni a discapito della maggioranza.
Il sistema obbligata a seguire. Il rapporto "Denaro ,Tempo, Soldi" esageratamente squilibrato, ma coperto con diverse giustificazioni, che sostengono il  consolidamento stesso del potere verticistico in carica. Arrivando a formulare norme anche riguardanti il lavoro esecutivo, non solo come possibilità di guadagno per il miglioramento della vita ma sopratutto come controllo del tempo/impegno delle persone. Un controllo Kafkiano attuato  nella paura che lo stesso tempo assegnato in libertà alla gente possa creare cultura e sapere e pertanto diventare un pericolo per quei poteri che basano la loro forza sulla ignoranza strutturale divulgata attraverso una scuola preimpostata a questo bisogno, l'effettivo sostegno per favole illusorie nella speranza e ignoranza endemica.
Questo favorisce l'arricchimento di alcuni nel loro ecosistema,  parte della casta reggente giustificandone l'esagerato il guadagno come presupposto per la creazione di lavoro e pertanto di potenziale benessere illusorio.
La gravita della situazione attuale che in sintesi la si può individuare nel blocco d'interesse economico nei confronti non solo di una ridistribuzione economica ma anche di una ridistribuzione della comunicazione individuale partecipativa e condivisa indipendente, questa pare opinione comune ed essere l'ennesima sfida per l'evoluzione della comunicazione.
Tucidide



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Con amicizia socialista.

PES MILANO