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27 marzo 2014

Francia e oltre...

Non vi è bisogno di  attendere domenica per  il secondo turno delle elezioni ma bisognerebbe ascoltare da subito quando gli elettori espongono le loro ragioni e anche quando lo fanno non votando.
Una così dura sconfitta della sinistra il 38,2 % dei voti, dietro i candidati di destra che hanno vinto con il 46,44 % fa riflettere  per la ritardata  ripresa del paese per il  quale necessita una maggiore velocità, una maggior  forza, la coerenza e la giustizia sociale, quali questi gli elementi non raggiunti e da raggiungere subito.
Il record di bassa popolarità che ha colpito la sinistra Francese comprometterà anche le elezioni Europee di maggio causa dell’effetto carrozzone, o effetto bandwagon, che è la considerazione secondo cui le persone spesso compiono alcuni atti o credono in alcune cose solo perché la maggioranza della gente crede o fa quelle stesse cose, pertanto forse nemmeno un severo rimpasto del Governo potrà salvare la situazione.
Questo ci può far riflettere sul fatto che se anche si propone con sincerità e correttezza una linea politica, poi l’attuarla diventa impossibile causa a in insieme complesso di situazioni imperanti.
Resta pertanto, a nostro avviso, che bisogna  attuare una strategia supportata non solo da belle parole o principi che ci hanno legato e ci legano, quale indirizzo politico nella nostra evoluzione, ma scendere nei fatti,  ricordandoci che una democrazia finche non diventa comprensibile e trasparente non può essere più definita democrazia.
Il sacrificio che ci ha spinto a lottare contro il fascismo non può essere usato a favore e sostegno dell’oscurantismo imponente nella burocrazia.
Noi pensiamo che tutti i discorsi importanti fatti da uomini importanti, dovrebbero essere riscontrati da una gestione trasparente relativa gli interessi rappresentati, altrimenti diventa solo una bella canzone che ci può motivare, commuovere, sensibilizzare ma alla fine è solo una canzonetta.
La situazione generale davanti a tutti gli occhi del mondo sta sempre più  precipitando, interessi economici di smaltimento dell’obsoleto  e mercenari assoldati da Stati stanno affilando le loro armi per muoverle secondo la logica del più forte e non quella della ragione dell’umanità.
 Bella la guerra per alcuni, ottimi guadagni,  belle le donne prese in guerra,  i piaceri e le emozioni, insomma che cosa serve vivere se non ci si diverte un po’?
Comunque  chi pagherà saremo sempre noi un conto che non abbiamo richiesto e  inoltre ci viene presentato assolutamente non trasparente. Sperando che non ci propongano anche l'estremo sacrificio per un futuro immaginario di trasparenza e partecipazione! Allora il mondo si concluderebbe in nome dello schiavismo.

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Con amicizia socialista.

PES MILANO